Lesca Simone

L’azienda, condotta in modo familiare, è un esempio di agricoltura biologica.

Sorge nella pianura Padana in provincia di Pavia; gli appezzamenti sono coltivati a prato, sovescio, riso, mais,grano e legumi; tutte queste produzioni sono indispensabili per mantenere l’originaria ricchezza di humus nel terreno. L’esperimento compiuto nella nostra piccola azienda risulta così completo:dall’impostazione del programma, alla produzione, alla lavorazione del prodotto ed alla vendita. Giá dai primi anni ’70 in azienda è stata realizzata una piccola riseria per garantire la lavorazione dei cereali. Con procedimenti all’antica: mole di pietra per la sbramatura e mulini a pietra per la macinatura.

È molto importante aggiungere che, facendo rotazioni del terreno con tutti questi prodotti ( considerando anche grano, prato, colza, sovescio) , le malerbe, che abitualmente si trovano facendo una monocoltura forzata, nei nostri appezzamenti non esistono, poichè le condizioni del terreno cambiano continuamente.

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Sabato 18 settembre 2010
siamo andate a visitare l’azienda Lesca (riso) di seguito vi comunichiamo le nostre impressioni e le risposte di Serena Lesca:
Dopo aver attraversato campi e campi e campi tutti gialli… e aver capito che era riso! Siamo arrivate in azienda,  Serena, che ci ha accolte, è una ragazza simpatica sorridente.
L’azienda sembra essere solida, ha una lunga storia…inizia con il bisnonno Lesca che
ha avuto la fortuna di incontrare sul suo cammino persone, precisamente tedeschi, che cercavano aziende in Pianura Padana che producessero riso bio…a quell’epoca in Italia non ne esistevano e lui, considerando che coltivava riso e che la posizione dei suoi campi era particolarmente favorevole, si è tuffato in questa avventura/occasione convertendo il suo riso in riso bio divenendo la prima azienda italiana di riso bio…quindi pare un inizio legato ad un’occasione “economica”. La tradizione del bio è stata portata avanti di padre in figlio e l’economia si è trasformata anche in “principi”.
Perchè posizione favorevole? perchè i loro campi si sviluppano su una bassa collinetta che crea una pendenza e ciò consente, quando è tempo di eliminare l’acqua dai campi, lo sgrondamento della loro acqua verso gli appezzamenti dei vicini e, ovviamente, non il contrario. Quindi non vi può essere contaminazione con acque provenienti da coltivazioni tradizionali.
L’acqua che allaga il loro riso deriva da una sorgente utilizzata solo da loro, è fisicamente posta all’interno dei loro campi.
Osservando le loro coltivazioni, al contrario dei campi osservati arrivando, fra le piante di riso si vedono molte erbacce…meno male!
Alla domanda “che rapporto avete con la grande distribuzione?” la risposta è stata:”Nessun rapporto…non è pensabile per noi immaginare di vedere il nostro riso in un banco dell’Esselunga”. Le loro vendite avvengono ai GAS, alle persone che vanno lì a comprare o a realtà di produttori “etici” tipo il Luca, produttore della Val di Susa, arrivato in azienda mentre noi eravamo lì, che si fa i mercatini bio oltre che le vendite ai GAS con i suoi prodotti orticoli, le sue patate, le sue castagne a cui aggiunge qualche prodotto che ritiene ‘valido’, vedi il riso Lesca…abbiamo visto una specie di baratto, lui patate lei (Lesca) riso.
Ci ha mostrato dove macinano la farina, dove insacchettano, dove fanno il sottovuoto. Ci ha mostrato dove viene essiccato il riso che non deve essere scaldato troppo perchè si spezzerebbe, che non deve rimanere troppo umido perchè marcirebbe, che hanno un “trabiccolo”, così l’ha chiamato, che serve per misurare la giusta umidità. E poi ci ha mostrato la sbramatrice originale dei primi anni del ‘900, tutta in legno, bellissima e grandissima!!! Ci ha spiegato che la prima sbramatura avviene in “culle” (contenitori tipo cassette) poste una sull’altra, all’interno delle quali il riso viene agitato da rulli di gomma che tolgono la prima buccia…e il riso integrale è fatto, se lo si vuole bianco, attraverso in sistema di tubi, viene portato in altre “culle” nelle quali il riso viene agitato da rulli in pietra…..ci  ha spiegato perchè i campi di riso vengono allagati:  non perchè il riso sia una pianta acquatica ma perchè  in fase di  crescita ha bisogno di temperatura costante e l’acqua assorbe il calore del giorno e lo rilascia la sera mantenendo costante la temperatura.
Ci racconta che a chi le chiede la semenza che nome ha…lei risponde che non lo sa, perchè non hanno mai comprato semenza, mantengono parte del raccolto da riseminare….
Nell’azienda Lesca lavorano i due fratelli Lesca con le mogli e tre dipendenti, uno dei quali, insieme alla famiglia, vive con loro.  I dipendenti vengono descritti  come amici  e appassionati del loro lavoro.
E’ un’azienda antica, ci è parsa solida, non hanno bisogno di sforzarsi per trovare nuovi “mercati”  paiono appagati e appassionati… Hanno raccolto un’eredità importante e ne sono orgogliosi e convinti.
Ci ha raccontato che l’unica cosa che guardano in televisione sono le previsioni del tempo, di suo marito che, quando piove, fa il geco attaccato alla finestra temendo che  un acquazzone violento possa scuotere eccessivamente le piantine facendo cadere il riso sul terreno…a quel punto il raccolto sarebbe perso…e oggi era preoccupato.
Mentre ce ne tornavamo a casa pioveva, e abbiamo guardato le piantine con altri occhi sperando che vento e acqua non  le scuotessero troppo….

2011 visita alal cascina Lesca - la cascina

2011 visita alal cascina Lesca – la cascina

2011 visita alla cascina Lesca  - la risaia

2011 visita alla cascina Lesca – la risaia

Simone Lesca Simone Lesca Simone Lesca

2011 visita alla cascina Lesca

2011 visita alla cascina Lesca


2010 visita alla cascina Lesca

2010 visita alla cascina Lesca

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